SRI LANKA | tra piantagioni di tè, oceano e radici
- Serena Sangalli
- 24 ago 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 31 ago 2025
Qualche mese fa siamo tornati ancora una volta in una terra che ci ha rubato il cuore: lo Sri Lanka. A sole quattro ore e mezza da Dubai è il posto perfetto per prendersi una pausa dal deserto e ritrovare il verde, l’umidità che ti avvolge e l’energia dell’oceano. La prima cosa che ti colpisce appena arrivi è la natura rigogliosa, seguita subito dai sorrisi delle persone: autentici, spontanei, capaci di farti sentire a casa.
Il nostro itinerario, questa volta, è stato molto simile a quello del viaggio precedente: siamo tornati nelle zone che ci avevano colpito di più, come Nuwara Eliya ed Ella, tra piantagioni di tè infinite, colline nebbiose e la lentezza di un tempo che sembra sospeso. Nel nostro primo viaggio eravamo saliti fino a Sigiriya, mentre questa volta abbiamo scelto di vivere la natura in un altro modo: un safari a Hurulu Eco Park, uno dei parchi meno battuti dal turismo di massa, per osservare da vicino gli elefanti nel loro habitat naturale.
Gli elefanti sono stati un filo conduttore in entrambi i viaggi. Nel 2023 avevamo vissuto un’esperienza indimenticabile al The Elephant Freedom Project, un orfanotrofio responsabile che si prende cura di due elefantesse salvate dal lavoro forzato. È stata una giornata speciale: la passeggiata accanto a loro, la possibilità di aiutarle a fare il bagno, il pranzo cucinato in casa e condiviso con il team. Quello che mi ha colpito di più è stato scoprire che il progetto non si limita a ospitarle: paga i loro ex proprietari affinché non vengano più sfruttate, garantendo loro una vita serena e rispettosa.
Un’esperienza che consiglio con tutto il cuore a chiunque voglia vivere un incontro autentico con questi animali straordinari.

Questa volta ci siamo spinti verso la costa est: Trincomalee e Nilaveli, dove ci siamo regalati giorni di mare calmo, e poi qualche giorno a Arugam Bay, tra surf e atmosfere rilassate. Poco lontano, a Pottuvil, abbiamo fatto un’escursione che ci è rimasta nel cuore: il Lagoon Safari. Un tour semplice, due o tre ore in barca tra mangrovie, pescatori, uccelli, piante, elefanti e persino coccodrilli. Autentico, vero, poco turistico e sostenibile. Uno di quei momenti che ti riconciliano con il viaggio lento, fatto di osservazione e rispetto.
E poi, naturalmente, siamo tornati nel nostro posto del cuore: Hiriketiya. Una baia minuscola che due anni fa era ancora un villaggio silenzioso e che oggi porta già i segni del turismo che cresce. È stato un po’ malinconico vederne il cambiamento, ma allo stesso tempo ci ha sorpreso scoprire tante strutture nuove attente alla sostenibilità e con un impatto minimo sulla natura. Per fortuna la baia ha conservato il suo fascino selvaggio e quella natura rigogliosa che sembra abbracciarti da ogni lato.

Abbiamo concluso il viaggio tra Mirissa, con la sua energia vivace, e Galle, dove ho amato perdermi tra le mura coloniali e i vicoli pieni di botteghe. Proprio a Galle, durante il nostro primo viaggio, avevo vissuto un incontro che porto ancora con me: stavo cercando un oggetto da riportare a casa, qualcosa che diventasse parte della mia quotidianità. Grazie all’aiuto di un uomo incontrato per caso, sono finita in una bottega di antiquariato nella periferia della città. Lì ho trovato un vecchio mortaio usato per tritare spezie, che oggi è diventato il mio comodino. Ogni volta che lo guardo mi ricorda quella terra e la bellezza delle cose semplici che sanno trasformarsi in memoria viva.
Abbiamo salutato lo Sri Lanka con una giornata in un centro ayurvedico, tra trattamenti, silenzio e gratitudine. Un modo per chiudere il cerchio e ricordarci che prendersi cura di sé è parte del viaggio tanto quanto scoprire nuovi luoghi.
Prima di ripartire, però, c’è stato un gesto che porterò con me come il vero ricordo di questa esperienza: un signore di uno degli alloggi in cui abbiamo soggiornato mi ha regalato le radici di una pianta del suo giardino. Io che non sono mai stata brava con le piante, una volta tornata a casa ho seguito i suoi consigli e, dopo un paio di mesi, quelle radici si sono trasformate in una pianta stupenda.
Ogni volta che la vedo penso a quel viaggio, alle sensazioni che ci ha lasciato: la leggerezza dei treni lenti che attraversano le montagne, la sorpresa di incontrare elefanti da vicino, la gentilezza delle persone che abbiamo incontrato. Non è solo una pianta, è un promemoria silenzioso di tutto questo.
E allora capisco che i viaggi non finiscono davvero quando torni a casa. Restano con te nelle forme più inaspettate: in un ricordo che riaffiora all’improvviso, in un oggetto trovato per caso, o in una piccola foglia che continua a crescere nella tua casa, portandoti ogni giorno un pezzo di quelle emozioni.

Consigli pratici per un viaggio itinerante in Sri Lanka:
Autobus locali: economici, capillari e un’esperienza autentica (anche se guidano in modo spericolato!). Per spostamenti più brevi, affidatevi ai tuk-tuk.
Nuwara Eliya: piove spesso in ogni stagione, non a caso è chiamata la “piccola Inghilterra”. Portate sempre un k-way.
Zaino in spalla: è il modo più pratico per viaggiare in Sri Lanka, soprattutto con tanti spostamenti.
Treno Ella–Nuwara Eliya: consiglio di prendere il treno delle 6 del mattino -l’esperienza più autentica è in terza classe, ma con i posti riservati per viaggiare comodi e godersi il paesaggio. I biglietti si possono acquistare il giorno prima direttamente in stazione oppure online su 12go.com
Se vuoi organizzare un viaggio itinerante in Sri Lanka, lasciami un commento o scrivimi a vita.altrove@gmail.com.
Sarò felice di condividere quello che ho imparato da questa esperienza.





















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